Il dottor Mario Pagano ha iniziato la sua carriera nel 2006 in qualità di Soprintendente dei Beni Archeologici del Molise, dove si fece notare subito per una condanna dalla Corte dei Conti per la gestione dei Fondi per il finanziamento di 1200 copie di un tomo di interesse privato, effettuato con 26.000 euro di soldi sottratti ad attività istituzionali.
Ha poi firmato in tempo record (7 gg.) un’autorizzazione per la costruzione di 16 gigantesche pale eoliche a ridosso del Parco Archeologico di Saepinum (Cb) per cui la Corte dei Conti lo ha condannato a pagare 1.147.127 euro di danni archeologici e paesaggistici, denunciando un “aperto dispregio alle regole”, una “macroscopica negligente condotta di servizio”, una “assoluta e inspiegabile arrendevolezza”…
Nel 2008 è diventato Soprintendente dei Beni Archeologici per le province di Caserta e Benevento, incarico da cui fu rimosso nel 2009.
Nel 2011 ha ricoperto lo stesso incarico di Soprintendente dei Beni Archeologici per la regione Umbria e dal 2012 al 2015 per la regione Marche fino a quando non è stato spedito, sempre come Soprintendente, a Cosenza.
Nel 2016 ha firmato subito l’autorizzazione per l’allargamento dello stadio “Ezio Scida”, consentendo lavori di scavo e cementificazione su un sito archeologico già vincolato dal 1978, come rilevato dalla nota firma giornalistica Gian Antonio Stella.
Risale sempre al 2016 la durissima lettera del Direttore Generale del Ministero dei Beni Culturali, Caterina Bon Valsassina, che ha intimato l’immediata sospensione di ogni forma di collaborazione di Pagano con il progetto caldeggiato dal sindaco di Cosenza Occhiuto, che prevedeva esose spese per intraprendere opere di scavo nei pressi dei fiumi Busento e Crati, allo scopo di recuperare il leggendario tesoro di ori ed argenti del re goto Alarico. Il Soprintendente aveva già firmato una convenzione con cui si impegnava con il suo Ente in una campagna di scavi per cercare quel tesoro, la cui esistenza insigni storiografi hanno da sempre considerato una bufala.
Nel 2016, ad una richiesta di chiarimenti da parte del Ministro dei Beni Culturali, in relazione alla costruzione di 79 bungalow del “Marine Park Village” in località Scifo, sito sottoposto a vincoli paesaggistici ed archeologici, ha risposto con una nota scritta (prot. n. 12388) affermando in modo non veritiero: “I bungalow sono ormai stati realizzati”.
Affermazione che gli è costata, nel luglio 2017, l’accusa di “falso ideologico” ed una richiesta di rinvio a giudizio. La sua condotta omissiva riguardava un intervento che già nel 2014 il Gip Michele Ciociola, che aveva disposto il sequestro preventivo del cantiere, aveva definito “irreversibile stupro”.
A questo punto ci saremmo aspettati un intervento da parte del Ministro Franceschini dinanzi a tali incresciose circostanze riguardanti il Soprintendente. Paradossalmente, invece, è proprio Pagano ad emanare, in seguito alla sua personale denuncia per diffamazione ai danni dell’archeologa Corrado, una direttiva con cui dichiara l’incompatibilità della stessa all’assunzione di qualsiasi incarico professionale che sia sottoposto a valutazione della Soprintendenza.
A questi colpi di scena ci tocca assistere in un Paese in cui chi mostra una “macroscopica negligente condotta di servizio” ed una “assoluta e inspiegabile arrendevolezza” anziché rispondere delle proprie azioni dinanzi alla collettività che ha subito i danni, viene premiato con altri incarichi dirigenziali.
Colei che dalla stessa collettività è identificata come paladina del patrimonio archeologico e paesaggistico, sempre impegnata nella sensibilizzazione della comunità locale e nella divulgazione delle conoscenze legate al territorio, viene bandita da ogni collaborazione nell’ambito in cui è unanimemente riconosciuta, anche da grandi nomi come il professore Montanari, come massima esperta.

Qual è la sua colpa?
Aver denunciato, sia con azioni legali che attraverso testate ed emittenti televisive non solo locali ma nazionali (Il Fatto Quotidiano, Il Corriere della sera, Le Iene, Striscia la notizia etc.) tutti gli abusi perpetrati ai danni del comune patrimonio archeologico e paesaggistico.

“Colpe” che in Italia si “Pagano“!
Noi del M5s siamo sempre dalla parte di chi difende il patrimonio comune, le risorse del territorio, la storia e l’identità dei luoghi.
Invitiamo tutti i cittadini, le associazioni culturali ed ambientaliste, le istituzioni, a fare altrettanto e censurare atteggiamenti ed azioni che sottraggono importanti risorse umane e materiali al nostro territorio già tanto trascurato e martoriato.

MoVimento 5 Stelle di Crotone
Ilario Sorgiovanni