Se a Crotone fai l’assessore può capitare che risulti primo in graduatoria di un bando a scapito delle famiglie meno abbienti e di chi è portatore di handicap.
È la sintesi di ciò che è successo a Crotone con il bando sugli asili nido comunali. Per carità niente di illegale, ma di eticamente scorretto si.
Colpa di un vecchio regolamento che non prevede punteggi aggiuntivi per le disabilità, ma premia le coppie in cui tutti e due i coniugi lavorano dando un punteggio in graduatoria maggiore rispetto, ad esempio, alle ragazze madri, e dando addirittura punteggio zero alle famiglie in cui tutti e due i coniugi non lavorano.
Non voglio commentare le polemiche dell’assessore alle politiche sociali, Alessia Romano, con le associazioni che si battono per i diritti delle fasce più deboli, ed infatti spero che l’assessore un giorno possa fare i conti con la sua coscienza.
Sul dato politico invece, posso esprimere un commento: l’assessore, pur essendo perfettamente a conoscenza di quel regolamento, non ha dato mandato agli uffici per modificarlo, anzi, una volta convocata in commissione trasparenza, si è trincerata dietro una pregiudiziale presentata dalla consigliera Foresta del gruppo “laboratorio Crotone” che sosteneva come l’assessore non potesse interferire nell’iter amministrativo. In realtà nessuno ha mai chiesto questo, tuttavia l’assessore poteva e doveva suggerire un indirizzo politico agli uffici di competenza, perché in una città come Crotone chi si occupa di politiche sociali dovrebbe preoccuparsi prima dei più deboli, dei disabili e delle famiglie in condizioni economiche disagiate, ed invece si è permesso che fosse portato avanti l’odioso principio secondo cui le famiglie con doppio reddito possano avere la priorità su alcuni servizi pubblici locali, in questo caso gli asili comunali. Asili comunali, tra l’altro, gestiti da una cooperativa favorita grazie a questo principio che le ha fatto ritrovare una platea di utenti con rette potenzialmente superiori, in forza di un reddito più alto, a scapito degli utenti che, a fronte di un ISEE inferiore, avrebbero versato certamente rette inferiori.
Paradossalmente, a fronte di questo vantaggio economico per la cooperativa, ci sono gli asili nido privati che avranno difficoltà a trovare bambini visto che gli rimangono le famiglie dei disoccupati e dei meno abbienti. La beffa è dunque doppia se consideriamo che questi asili devono adeguarsi alle normative regionali sempre più esigenti con la conseguenza di un aumento dei costi a fronte di una popolazione meno disponibile a spendere denaro per i loro servizi e mettendo così, di fatto, a rischio questa specifica categoria economica.
Ancora una volta questa amministrazione ha dimostrato scarsa sensibilità e speriamo che i cittadini più maliziosi non inizino a pensare che la cooperativa, per ringraziare per il vantaggio economico ricevuto, possa aver assunto persone amiche. In questa Italia di scandali, corruzione e clientelismo c’è bisogno di esempi di trasparenza e legalità da parte della politica e della pubblica amministrazione da essa gestita.

portavoce del
MoVimento 5 Stelle Crotone