Questa amministrazione comunale, con una roboante e surreale campagna propagandistica, stile cinegiornale, interpretata a turno dai “soldatini” della maggioranza, tenta in modo fuorviante e subdolo di mistificare la realtà e nascondere la propria incapacità nell’affrontare i seri problemi strutturali che affliggono da decenni questo territorio.
Essi rappresentano per la salute e per il futuro sviluppo dell’intero territorio comunale una tale criticità che non si può non denunciare l’inerzia e l’ignavia di questa amministrazione; si parla della pseudo-bonifica dell’ex sito industriale, della depurazione, delle condizioni igienico-sanitarie, del degrado ambientale in cui versa l’intera città di Crotone. La proposta di bonifica contenuta nel POB presentato da Syndial, accolta senza remore e con grande entusiasmo dal Sindaco, desta seri e giustificati dubbi perché prevede, nella fase 2 e per buona parte dell’area degli ex impianti di Pertusola, interventi che lasciano inalterati in situ suoli fortemente contaminati da arsenico, cadmio e piombo, assimilabili a rifiuti pericolosi a causa delle gravi implicazioni sulla salute dei cittadini.
Il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, svolto in house providing dalla società Akrea, è fallimentare e la città presenta uno stato di degrado ambientale inaccettabile.
I risultati di esercizio di Akrea sono da imputare principalmente alle scelte manageriali inadeguate, dettate da vincoli e accordi pre-elettorali, e al mancato esercizio di controllo e verifica dell’amministrazione comunale nei riguardi della partecipata.
La spesa complessiva derivante dall’affidamento ad Akrea, della gestione del servizio integrato dei rifiuti solidi urbani ed assimilati per l’anno corrente, così come esplicitato nello schema di contratto di servizio, approvato con delibera del C.C. n.7 del 12 maggio 2016, ammonta ad un totale di 6.200.000 €, di cui 1.250.000 € per la raccolta differenziata affidata fino al 2015 alla fallita Akros.
Nella vana attesa che si attui il piano industriale di Akrea, sulla base del quale è stato approvato il nuovo schema di contratto per il “Servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e assimilati, spazzamento e pulizia delle aree pubbliche”, e che la Regione finanzi il piano comunale di gestione dei rifiuti, allo stato attuale la raccolta differenziata non raggiunge neanche il 10%. Ciò comporta inevitabilmente per il cittadino un aumento della Tari per il 2018, dovuta al significativo incremento della tariffa regionale del conferimento della frazione indifferenziata da 169 a 205 €/tonn.
L’Akrea, per carenza di mezzi e strutture, ha già serie difficoltà a svolgere il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi nella città di Crotone; essa potrebbe, in futuro, risultare inadeguata a garantire il servizio nel costituito ma ancora non operativo ATO e, in tal caso, il subentro di altre società tramite bando pubblico comporterebbe non solo l’impossibilità di reintegro degli ex operai Akros, ma si avrebbero gravi ripercussioni sui livelli occupazionali attuali.
Altra nota dolente è lo spirito con cui questa amministrazione, in cooperazione con il Mibact, intende attuare il progetto archeologico denominato Antica Kroton. Quello che emerge dalla scheda riassuntiva è una serie d’interventi disomogenei e poco coerenti, dettati più dalla necessità di gestire l’ingente somma a disposizione del Comune di oltre 36.000.000 di euro che dall’effettiva valorizzazione e tutela del patrimonio storico culturale esistente nel sottosuolo.
Le incongruenze più rilevanti interessano l’area archeologica settentrionale antistante l’ex area industriale, dove si prevedono contestualmente azioni incompatibili di bonifica e di scavo archeologico, la realizzazione di un museo virtuale e di un museo archeologico sospeso su un’area demaniale, per un importo complessivo di 15.600.000 di euro, di cui 6.500.000 di esclusiva competenza del Comune. Non meno allarmante è la serie d’interventi urbani che nella migliore delle ipotesi seguiranno il destino delle opere di Archeourbe, indisponibili e segregate nelle fondamenta degli edifici urbani e, nella peggiore delle ipotesi, si trasformeranno in ricettacolo di immondizie o vasche per pesci. Quello che non si vuole capire è che le testimonianze architettoniche della Kroton magno-greca, tranne in pochi siti di importanza monumentale come Capocolonna, lo stadio e piazza Villaroja, non sono così rilevanti da giustificarne gli scavi. L’idea di realizzare un sistema museale all’aperto per in nostro contesto non è comprensibile sia per gli alti costi di sorveglianza e di manutenzione, dovuti al facile deperimento delle strutture murarie, realizzate con materiali friabili e tecniche costruttive a secco, che per il contesto morfologico ed idrogeologico del nostro territorio.
Sarebbe sicuramente più opportuno e funzionale concentrare gli interventi strutturali nelle poche aree significative e investire nelle nuove tecnologie per svelare virtualmente, con i mezzi geognostici ed informatici a disposizione della ricerca scientifica, quindi in modo accattivante e fruibile, la storia e la cultura che giace sotto i nostri percorsi cittadini. Destano più di qualche perplessità le schede che riguardano le azioni comuni di marketing e quella dell’Area Marina Protetta, dove si prevede un’attività ed una struttura a supporto della fantomatica Antica Kroton Marina per un importo di 2.000.000 di euro, che consiste nella ristrutturazione con cambio di destinazione d’uso dell’ex area della piscina Coni del lungomare; si ipotizzano, inoltre, 8 itinerari archeologici subacquei per un costo complessivo di 1.000.000 di euro.
L’amara realtà è che non esiste un piano programmatico operativo necessario per promuovere lo sviluppo turistico integrato del territorio comunale e per potenziare le filiere produttive presenti. In questi 24 mesi la Giunta Comunale ha deliberato solo una serie di eventi ed iniziative slegate ed estemporanee che hanno impegnato considerevoli risorse, oltre 1.500.000 di euro provenienti dalle Royalties, senza avere fatto registrare esiti positivi in termini di sostenibilità economica, occupazione e gradimento; esempio emblematico di ciò è il concerto dell’estate scorsa dei Litfiba, che è costato alle casse comunali un “esborso” di oltre 130.000 di euro.
Nessun intervento degno di nota è stato realizzato, né pianificato, per valorizzare e tutelare il centro storico, il Castello, il lungomare ed il promontorio Lacinio, né per migliorare l’offerta di servizi pubblici nelle periferie e nelle contrade (Cantorato, Gabella, Margherita, Gabelluccia, Poggio Pudano, San Giorgio, Salica, Capocolonna); nulla è stato fatto sul piano della riqualificazione urbana e quella che nel programma elettorale era definita come “Rigenerazione urbana” è rimasta un fatuo miraggio.
E’ stata ignorata la proposta del M5S dell’adozione del Piano Energetico Comunale e dell’istituzione di un ufficio comunale dell’energia, come prevede la L.10/91; questa iniziativa avrebbe consentito l’ottimizzazione dei consumi energetici con economie di scala a vantaggio dell’ambiente. L’attuale amministrazione ha, invece, preferito demandare alla Consip il bando per l’affidamento della gestione e manutenzione della rete pubblica di illuminazione, con evidenti disservizi nella città.
La mancata riorganizzazione delle società partecipate secondo criteri di efficienza e buon governo, con Cda scelti secondo logiche di spartizioni politiche, potrebbe aprire in futuro nuovi scenari di crisi per l’occupazione ed il bilancio Comunale.
Anche l’ultimo decreto di nomina del Sindaco, che ha conferito ad un membro del suo staff l’incarico di amministratore delegato unico della società partecipata in house providing Crotone Sviluppo non rispetta i criteri della buona amministrazione, che indicano di selezionare in modo trasparente e pubblico i soggetti con comprovate competenze specifiche ed adeguata esperienza tecnico-amministrativa nell’ambito richiesto. All’avviso pubblico, vago e poco specifico sui requisiti di accesso, hanno partecipato 15 candidati, tra cui illustri professionisti con curriculum di tutto rispetto e congrui per la candidatura proposta, ma chiaramente nessuno di loro è stato minimamente considerato; i giochi erano stati già fatti a tavolino ed il predestinato per il prestigioso incarico era stato già scelto. Per fugare ogni lecito dubbio sarebbe quanto meno opportuno che il Sindaco rendesse pubbliche le motivazioni che lo hanno indotto ad assumere questa decisione. Il M5s, proprio per ovviare a queste situazioni poco trasparenti, in cui ci si avvale per le nomine esclusivamente di fattori discrezionali e non delle procedure selettive, come suggeriscono i dettati normativi e gli ultimi riferimenti legislativi sul tema, ha presentato una proposta di modifica dell’art.66 dello Statuto Comunale, con l’introduzione dell’istituto delle audizioni pubbliche per i cittadini candidati ad amministrare le municipalizzate o altri enti partecipati.
Si ricorda ancora che nessun provvedimento è stato adottato per combattere il fenomeno dilagante dell’abusivismo commerciale e per regolarizzare in modo definitivo la situazione delle attività commerciali nei riguardi della tassa sull’occupazione del suolo pubblico.
Il depuratore, nonostante gli annunci di questi giorni, è ancora inattivo, per cui i reflui della città di Crotone a tutt’oggi si sversano prima nell’Esaro, con gravi disagi e pericoli igienici per gli abitanti di Fondo Gesù, e poi direttamente nel mare. Congesi, a cui è affidato il servizio idrico integrato della città di Crotone, con i debiti e lo stesso management ereditati dalla fallita Soakro e con una gestione diseconomica del servizio, dovuta all’alta morosità e alle ingenti perdite della rete idrica cittadina, versa in una situazione critica e destinata a peggiorare se non si avrà un significativo cambio di rotta e se non si affronteranno seriamente tutte le problematiche che hanno portato al fallimento la vecchia amministrazione.
Un ulteriore problema di questa amministrazione è il conflitto d’interesse che si profila in più ambiti, dalle politiche di sviluppo ed incentivazione del turismo alla gestione e manutenzione degli impianti sportivi, ai servizi legali affidati a consulenti esterni “vicini” a questa amministrazione.
Le cose ancora da dire sarebbero tante altre, dalle osservazioni depositate sulla congruenza e legittimità delle procedure seguite per l’adozione del documento preliminare del PSC alla relativa conferenza di pianificazione convocata in modo dissennato in pieno agosto ed alla costante restrizione degli spazi democratici di discussione all’interno dell’assise comunale, in quanto mozioni ed interrogazioni vengono puntualmente ignorate ed omesse dalla discussione e dall’ODG, nonostante i ripetuti solleciti e richiami al rispetto del regolamento. Questa situazione si è ripresentata nell’ultima conferenza dei Capigruppo, in cui la mozione sul “vuoto a rendere”, finalizzata ad incentivare gli esercenti al riuso delle bottiglie di vetro e di policarbonato, presentata dal M5S a novembre 2017, non ha trovato spazio nel prossimo consiglio comunale del 28 giugno.
Ma non voglio tediare ulteriormente i lettori e rischiare di diventare “furioso”, come qualcuno ha affermato con una strana consonanza tra i nomi “Ilario” ed “Orlando”, perché non è la rabbia, ma la delusione e lo sconcerto il sentimento che alberga nell’animo di tutti i cittadini onesti, coerenti e fiduciosi nel prossimo, che ancora abitano in questa città e che sono tanti, per fortuna!

MoVimento 5 Stelle di Crotone
Ilario Sorgiovanni26